I'll do it on my own
martedì, gennaio 05, 2010
martedì, dicembre 29, 2009
sabato, dicembre 26, 2009
Chiedi un autografo all'assassino
C'è un punto nero in mezzo al mare sempre in movimento, un buco, un'assenza di luce. Lì si annida tutta la paura, compressa e silenziosa, riordinata ben piegata in uno scaffale nascosto, seguendo le grinze ormai sedimentate come selce millenaria. I timori nuotano lieti nel mare, liberati da tempo e annegati nel brodo caldo della vita adulta. Ma il terrore primo, massa purpurea e nera, strapiombo verticale e rigido, è vietato alla vista, all'odorato. Non si può verbalizzare, per non renderlo reale e sgretolare il vero e il vivo. Omertà umana omertà per evitare di risvegliare l'antico nemico rinchiuso in una piccola lampada dimenticata, fatta di specchi deformanti. Divieto d'accesso assoluto e totale, anche a me stesso.
lunedì, dicembre 21, 2009
Cancella le mie stesse ossa
E così sparisce anche questa nuvola di vapore che pareva reale ma era solo acqua sospesa sopra la vasca da bagno. Il sapone si dissolve nel liquido grigio e il freddo intirizzisce la pelle lucida. Presto il piccolo gorgo trascinerà con sé ogni cosa: la magia delle prime bolle, il tepore dell'inizio, e poi le particelle sudice di questo corpo troppo umano.
domenica, dicembre 20, 2009
if you try sometimes you just might find...
L'erba voglio non esiste neanche nel giardino del re.
Forse non è normale impazzire ancora per un paio di All Star e per una Stratocaster bianca. Il confine tra ciò che si può e ciò che no è così sottile, mobile, gommoso come una liquirizia nera, imprendibile. Lo sposto, lo rimodello e vedo se poi si ritira nella posizione originaria oppure se è capace di mantenere lo spazio guadagnato tra quello che voglio e quello che mi dicono non posso. Mi dicono. Da sempre la condanna è l'isolamento dal branco. Io il branco non lo voglio più. Voglio di più, voglio sapere.
Forse non è normale impazzire ancora per un paio di All Star e per una Stratocaster bianca. Il confine tra ciò che si può e ciò che no è così sottile, mobile, gommoso come una liquirizia nera, imprendibile. Lo sposto, lo rimodello e vedo se poi si ritira nella posizione originaria oppure se è capace di mantenere lo spazio guadagnato tra quello che voglio e quello che mi dicono non posso. Mi dicono. Da sempre la condanna è l'isolamento dal branco. Io il branco non lo voglio più. Voglio di più, voglio sapere.
martedì, dicembre 15, 2009
Last night was wild
Delle ombre silenziose dietro la nuca, delle domande inespresse, delle paure che ghiacciano i palpiti vitali. Della maledizione del perdono e del desiderio di infrangere le regole, del muto interrogativo sull'origine che precede la fine. E ancora e soprattutto delle relazioni che legano le azioni come solido spago, come matasse incandescenti e invisibili. Le relazioni che impongono, che giocano, che determinano. Il potere di farlo e quello di dire di no. La voglia e il dovere, la necessità e la curiosità. Il rischio, il limite estremo e la pace totale, che cade come neve sul tetto del mondo. Questo voglio: tutto quello che mi è dato di vivere.
mercoledì, dicembre 02, 2009
Ciò che ho davvero
Ci sono persone che ti attraversano la vita in punta di piedi. Altre che sfondano col botto, altre ancora che ci si installano con la forza della resistenza passiva. Le vorresti cacciare, ma alla fine ti conquistano per la loro straordinaria perseveranza. Ci sono persone che fanno solo una piccola incisione per operare in laparoscopia, altre che ti strappano la carne e ti fanno urlare di dolore. Persone che ti prendono per mano, e non la lasciano quando stai scivolando e tu non lasci la loro quando il precipizio è vicino. Ci sono persone che saluti soltanto, ma quel saluto vale un milione, altre che ti stanno accanto una vita e finiscono per regalarti una piuma di pollo. Tutte hanno un senso e di tutte hai, in un certo modo, bisogno. Ma poi ci sono persone... ci sono quegli amici che ti scaldano il cuore, che ti fanno sorridere e ringraziare, amici che sono lì quando ne hai bisogno ma anche quando no, che ti vogliono bene, che prendono le tue difese sempre e comunque perché si fidano di te. Questi sono gli amici attraverso i quali vedi, senti, annusi, tocchi, assapori la vita. Possono non avere la tua storia, non condividere, non frequentarti. Ma sono quelli che ti riempiono il cuore. Ringrazio per tutto ciò che ricevo dalla vita, ma per loro, per loro specialmente, ho gli occhi caldi di lacrime di gioia.
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